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Production of advertising videos and website with videos
 
Produzione di video pubblicitari e siti internet con video

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Until 2013 I used Leica cameras and I have been using Fujifilm cameras and lenses since 2014.

For movies I work with Fujifilm mounted on Ronin stabilizer.

Alberto Bari was born in Como and lives in Turin. 

A professional photographer, after years of intense study, he began to teach High Photography according to Visual Semiotics principles. His aim is to explain to his pupils how to construct their photographs by using also elements of cognitive psychology and relying on the knowledge of the brain mechanisms of vision that are activated when a person watches a picture. 

He published many photo-books and two text-books, "Temporary truths. The construction of an artistic photography - Theoretical and practical reflections aimed at correctly writing and reading a photograph using the semiotics of the image teaching” (2012-Blurb editions) and “The relationship between the instrument and the image in artistic photography” (2010-Blurb editions).

Finally the latest editoriale work : "I segreti dell'immagine" (Blurb editors 2020)

The last photo exhibitions in which he exhibited his photos dates back to February-March 2018, with the The "Hidden Geometries" project at the "Paola Meliga Art Gallery" ,in Turin Italy and at the "Galerie Das Fenster " in Munich (Germany) in December 2018 -January 2019.

Alberto Bari works in the advertising field creating spots and website using photographic and video recordings.

Fino al 2013 ho utilizzato fotocamere Leica e dal 2014 uso fotocamere e ottiche Fujifilm.
Per i filmati lavoro con Fujifilm montata su stabilizzatore Ronin.

Sono nato a Como e vivo a Torino.

Fotografo professionista, Videomaker e Webmaster, ho pubblicato diversi libri fotografici e tre di libri di testo.

Opero in campo pubblicitario creando spot, video istituzionali con l'utilizzo di riprese fotografiche e filmati che utilizzo anche per realizzare siti web che coinvolgano l’osservatore, attratto sia dai filmati che dalla movimentazione nelle pagine rigorosamente a sviluppo verticale.

Quando parlo di “immagine” e “fotografia”, il riferimento è molto più ampio in quanto un video altro non è se non una sequenza di 60 immagini al secondo e un sito web si basa essenzialmente su un’immagine con contenuti fotografici (anche di sfondo) e finestre con immagini e scritte.

Come reagisce il cervello di fronte a un’immagine?

Semiotica e neuropsicofisiologia della mente, in correlazione con le immagini, rispondono a queste domande!

Per alcuni anni ho studiato al fianco di un esperto semiotico, Felice Volpe, una scienza molto complicata, la semiotica dell’immagine, ossia la scienza della comunicazione per immagini. 

Estrapolando solo le parti che possono essere utili alla corretta lettura e alla corretta composizione di un’immagine, ho pubblicato il libro “Verità momentanee” (Blurb editions 2012).

In una fase successiva ho approfondito con la collaborazione di un neuropsichiatra, Gianluca Monacelli, la componente neuropsicofisiologica relativa alla visione delle immagini.

Le ultime mostre fotografiche in cui ho esposto le mie foto risalgono al Febbraio-Marzo 2018, con il progetto "Geometrie Nascoste"  presso la  Galleria d'Arte Paola Meliga" a Torino e nel Dicembre 2018-Gennaio 2019 presso la galleria d'Arte Das Fenster a Monaco di Baviera.

 

"By looking at his photographs, you will be immediately struck by two clear guidelines: the need for proximity and the search for synthesis.

Nothing and nobody is ever distant in its shots, framing is always fiercely limited to the strict necessity: Alberto insistently reminds us that it is possible to describe a person, a situation, an object, by closely approaching and making it the center of its own attention, the only attention at that precise moment.

While the Impressionists in their painting came to describe a reality through its fragmentation of lights, colors, shapes, in order to re-present it and make it rediscovered at a distance, on the contrary Alberto manages to nail into the paper that moment that sums it up, and it would not be imaginable neither the previous nor the next moment.”

(Architect Gianfranco Coggiola)

 

"As if by magic, in his photos he engages that art that comes from the tension of the feeling of life that every artist brings with him and that in his case gives us expressive direct contact with street photography, splendid and eloquent portraits, with a creativity that goes hand in hand with the equally beautiful scenery.

The elegance of his style transforms reality into lyrics to such an extent that you will forgive him for sometimes using a formal baroque virtuosity.
In his photographs there is always an evocation, which creates atmospheres often with the mere presence of a detail that illuminates the whole sense of the scene.

Photography for the sake of bringing a true meaning should let every reader interpret it in his/her own way. A fundamental role is played by the reconstruction of the personal experience of the past that every reader must find. The photographer who exposes or publishes his photos and his "readers" sign a sort of collective contract, in which a system of values that has been institutionalized must not be broken.

Here is the strength of Alberto Bari's photographs. We can all recognize in a detail, in a gesture, in a situation, in our own experience, which, although in other situations and places, is analogous to what Alberto presents to us. The photographic image is in itself ambiguous because it confers a magical value on its products and the reader seeks in the photographic image an everlasting reality of places and time. "

(Felice Volpe, semiologist and writer)

“Osservando le sue fotografie si rimane colpiti subito da due linee guida evidenti: l’esigenza di prossimità e la ricerca di sintesi. 

Nulla e nessuno si presenta mai distante nei suoi scatti, l’inquadratura è sempre ferocemente limitata allo stretto necessario: Alberto ci ricorda insistentemente che si può descrivere una persona, una situazione, un oggetto, solamente avvicinandosi il più possibile, rendendola il centro delle proprie attenzioni, l’unica attenzione in quel preciso istante. 

Come gli Impressionisti in pittura giungevano alla descrizione di una realtà attraverso la sua frammentazione di luci, colori, forme, per poi ripresentarla e farcela ritrovare ricompattata a distanza, al contrario Alberto riesce a inchiodare sulla carta quel momento che la riassume, e non sarebbe più pensabile né l’attimo precedente né quello successivo.” 

(Architetto Gianfranco Coggiola)

 

“Come per pura magia nelle sue foto si innesta quell’arte che scaturisce dalla tensione del sentimento della vita che ogni artista porta con sé e che, nel suo caso, ci dà espressive prese dirette nelle street photography, splendidi ed eloquenti ritratti, con una creatività che va ad esprimersi anche negli altrettanto splendidi paesaggi. 

L’eleganza del suo stile trasforma la realtà in lirica tanto che gli si perdona anche qualche baroccamento formale.
Nelle sue fotografie c’è sempre un’evocazione, esse creano atmosfere spesso con la semplice presenza di un particolare che illumina tutto il senso della scena. 

La fotografia per il fatto di portare con sé una vera significazione deve consentire ad ogni lettore la sua interpretazione, nella quale gioca un ruolo fondamentale la ricostruzione del vissuto esperienziale del proprio passato che ogni lettore deve poter ritrovarvi. Il fotografo che espone o pubblica le sue foto ed i suoi “lettori” si sottomettono ad una sorta di contratto collettivo, per il quale un sistema di valori, che ormai si è istituzionalizzato, non deve essere infranto. 

Qui sta la forza delle fotografie di Alberto Bari. Tutti possiamo riconoscere in un particolare, in un gesto, in una situazione, un nostro vissuto che, seppure avvenuto in altre situazioni e luoghi, è analogo a quello che Alberto ci presenta.
L’immagine fotografica è di per sé ambigua, perché conferisce un valore magico ai suoi prodotti ed il lettore cerca nell’immagine fotografica una realtà perenne di luoghi e di tempo.”

(Felice Volpe, semiologo e scrittore)

Publisced Books
I segreti dell'immagine

Verità Momentanee

Le mie Verità Momentanee

Torino    Oltre i quartieri

Geometrie Nascoste

 
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Arte e Fotografia

(Tratto dal mio libro “Verità Momentanee”)

 

«Una  fotografia  per  essere  considerata  arte  deve  essere  la  rappresentazione  del sentimento  dell’autore, un’interpretazione della realtà vista dal fotografo/artista che fa prendere all’immagine una forma, frutto del suo linguaggio, con la sua impronta.

La forma, ossia l’atto estetico per eccellenza, è il compimento dell’espressione artistica, l'attimo reale fermato dall’otturatore si trasforma nell'attimo visto dal fotografo/artista che vi ha infuso i suoi sentimenti modellando la materia  per darle la forma che vuole che sia.

Un semplice  riporto  trova  quindi  una  sua  unicità  in  grado,  se  ben  interpretata,  di stimolare nel fruitore una reazione di coinvolgimento emotivo.

Dobbiamo in sintesi passare da Riporto a Interpretazione, debanalizzando l’immagine, enfatizzandone contestualmente il “centro di interesse”.

Come scriveva Umberto Eco “il primo passo, nell’interpretare un’opera d’arte, è cercare un'intenzione originaria; e il primo passo, nel fare un’opera d’arte, è porre un’intenzione formativa.”» (1961)