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Alberto Bari was born in Como in 1950 and has been living in Turin since 1960. 

A professional photographer, after years of intense study, he began to teach High Photography according to Visual Semiotics principles. His aim is to explain to his pupils how to construct their photographs by using also elements of cognitive psychology and relying on the knowledge of the brain mechanisms of vision that are activated when a person watches a picture. 

He published many photo-books and two text-books, "Temporary truths. The construction of an artistic photography - Theoretical and practical reflections aimed at correctly writing and reading a photograph using the semiotics of the image teaching” (2012-Blurb editions) and “The relationship between the instrument and the image in artistic photography” (2010-Blurb editions).

The last photo exhibitions in which he exhibited his photos dates back to February-March 2018, with the The "Hidden Geometries" project at the "Paola Meliga Art Gallery" ,Via Maria Vittoria 46/D  10123 Turin Italy and at the "Galerie Das Fenster " in Munich (Germany) in December 2018 -January 2019.

Alberto is also a member of the Società Fotografica Subalpina, the oldest photographic society in Italy (1899). 

Alberto Bari works in the advertising field creating spots with the use of photographic and video recordings.

Alberto Bari nasce a Como nel 1950 e vive a Torino dal 1960.

Fotografo professionista, presso l’Accademia Torinese di Fotografia tiene corsi di Alta Fotografia secondo i principi della Semiotica dell'immagine, spiegando agli allievi come costruire le fotografie anche basandosi su principi di psicologia cognitiva e sulla conoscenza dei meccanismi cerebrali deputati alla visione dei possibili osservatori.

Alberto Bari ha pubblicato diversi libri fotografici e due di libri di testo, “Verità momentanee - La costruzione di una fotografia artistica - Riflessioni teoriche e pratiche finalizzate a scrivere e leggere correttamente una fotografia utilizzando gli insegnamenti della semiotica dell’immagine”2012-Blurb Editions e “Il rapporto fra strumento e immagine nella fotografia artistica”  (2010-Blurb Editions)

Le ultime mostre fotografiche in cui ha esposto le sue foto risalgono al Febbraio-Marzo 2018, con il progetto "Geometrie Nascoste"  presso la  Galleria d'Arte Paola Meliga" Via Maria Vittoria 46/D  10123 Torino e nel Dicembre 2018-Gennaio 1019 presso la galleria d'Arte Das Fenster a Monaco di Baviera.

E’ membro della Società  Fotografica Subalpina.

Alberto Bari opera in campo pubblicitario creando spot con l'utilizzo di riprese fotografiche e filmati.

"By looking at his photographs, you will be immediately struck by two clear guidelines: the need for proximity and the search for synthesis.

Nothing and nobody is ever distant in its shots, framing is always fiercely limited to the strict necessity: Alberto insistently reminds us that it is possible to describe a person, a situation, an object, by closely approaching and making it the center of its own attention, the only attention at that precise moment.

While the Impressionists in their painting came to describe a reality through its fragmentation of lights, colors, shapes, in order to re-present it and make it rediscovered at a distance, on the contrary Alberto manages to nail into the paper that moment that sums it up, and it would not be imaginable neither the previous nor the next moment.”

(Architect Gianfranco Coggiola)

 

 

"As if by magic, in his photos he engages that art that comes from the tension of the feeling of life that every artist brings with him and that in his case gives us expressive direct contact with street photography, splendid and eloquent portraits, with a creativity that goes hand in hand with the equally beautiful scenery.

The elegance of his style transforms reality into lyrics to such an extent that you will forgive him for sometimes using a formal baroque virtuosity.
In his photographs there is always an evocation, which creates atmospheres often with the mere presence of a detail that illuminates the whole sense of the scene.

Photography for the sake of bringing a true meaning should let every reader interpret it in his/her own way. A fundamental role is played by the reconstruction of the personal experience of the past that every reader must find. The photographer who exposes or publishes his photos and his "readers" sign a sort of collective contract, in which a system of values that has been institutionalized must not be broken.

Here is the strength of Alberto Bari's photographs. We can all recognize in a detail, in a gesture, in a situation, in our own experience, which, although in other situations and places, is analogous to what Alberto presents to us. The photographic image is in itself ambiguous because it confers a magical value on its products and the reader seeks in the photographic image an everlasting reality of places and time. "

(Felice Volpe, semiologist and writer)

“Osservando le sue fotografie si rimane colpiti subito da due linee guida evidenti: l’esigenza di prossimità e la ricerca di sintesi. 

Nulla e nessuno si presenta mai distante nei suoi scatti, l’inquadratura è sempre ferocemente limitata allo stretto necessario: Alberto ci ricorda insistentemente che si può descrivere una persona, una situazione, un oggetto, solamente avvicinandosi il più possibile, rendendola il centro delle proprie attenzioni, l’unica attenzione in quel preciso istante. 

Come gli Impressionisti in pittura giungevano alla descrizione di una realtà attraverso la sua frammentazione di luci, colori, forme, per poi ripresentarla e farcela ritrovare ricompattata a distanza, al contrario Alberto riesce a inchiodare sulla carta quel momento che la riassume, e non sarebbe più pensabile né l’attimo precedente né quello successivo.” 

(Architetto Gianfranco Coggiola)

“Come per pura magia nelle sue foto si innesta quell’arte che scaturisce dalla tensione del sentimento della vita che ogni artista porta con sé e che, nel suo caso, ci dà espressive prese dirette nelle street photography, splendidi ed eloquenti ritratti, con una creatività che va ad esprimersi anche negli altrettanto splendidi paesaggi. 

L’eleganza del suo stile trasforma la realtà in lirica tanto che gli si perdona anche qualche baroccamento formale.
Nelle sue fotografie c’è sempre un’evocazione, esse creano atmosfere spesso con la semplice presenza di un particolare che illumina tutto il senso della scena. 

La fotografia per il fatto di portare con sé una vera significazione deve consentire ad ogni lettore la sua interpretazione, nella quale gioca un ruolo fondamentale la ricostruzione del vissuto esperienziale del proprio passato che ogni lettore deve poter ritrovarvi. Il fotografo che espone o pubblica le sue foto ed i suoi “lettori” si sottomettono ad una sorta di contratto collettivo, per il quale un sistema di valori, che ormai si è istituzionalizzato, non deve essere infranto. 

Qui sta la forza delle fotografie di Alberto Bari. Tutti possiamo riconoscere in un particolare, in un gesto, in una situazione, un nostro vissuto che, seppure avvenuto in altre situazioni e luoghi, è analogo a quello che Alberto ci presenta.
L’immagine fotografica è di per sé ambigua, perché conferisce un valore magico ai suoi prodotti ed il lettore cerca nell’immagine fotografica una realtà perenne di luoghi e di tempo.”

(Felice Volpe, semiologo e scrittore)

Publisced Books
Verità Momentanee
Le mie Verità Momentanee
Torino    Oltre i quartieri
Geometrie Nascoste
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Arte e Fotografia

(Tratto dal mio libro “Verità Momentanee”)

 

«Una  fotografia  per  essere  considerata  arte  deve  essere  la  rappresentazione  del sentimento  dell’autore, un’interpretazione della realtà vista dal fotografo/artista che fa prendere all’immagine una forma, frutto del suo linguaggio, con la sua impronta.

La forma, ossia l’atto estetico per eccellenza, è il compimento dell’espressione artistica, l'attimo reale fermato dall’otturatore si trasforma nell'attimo visto dal fotografo/artista che vi ha infuso i suoi sentimenti modellando la materia  per darle la forma che vuole che sia.

Un semplice  riporto  trova  quindi  una  sua  unicità  in  grado,  se  ben  interpretata,  di stimolare nel fruitore una reazione di coinvolgimento emotivo.

Dobbiamo in sintesi passare da Riporto a Interpretazione, debanalizzando l’immagine, enfatizzandone contestualmente il “centro di interesse”.

Come scriveva Umberto Eco “il primo passo, nell’interpretare un’opera d’arte, è cercare un'intenzione originaria; e il primo passo, nel fare un’opera d’arte, è porre un’intenzione formativa.”» (1961)